SCUOLE CHIUSE IN ZONA ROSSA O “ARANCIONE SCURO”. TORNANO I CONGEDI PARENTALI

Di Isidoro Trovato. Foto da Corriere della Sera

Fonte:https://www.corriere.it/ 


La decisione

La partita si gioca tutta sulla chiusura delle scuole materne ed elementari. È questa la decisone ancora in bilico, quella più contrastata all’interno del governo. Le ipotesi al vaglio: chiusura di tutte le scuole (primarie comprese) per i comuni in zona rossa oppure (come consiglierebbe il Cts) scuole sbarrate anche in zona «arancione rafforzato», decisione che allargherebbe sensibilmente la platea di persone coinvolte. Per varare una simile misura però non basta pensare ai bambini, bisogna prevedere delle misure anche per i genitori che dovranno accudirli, ecco perché si torna a parlare di (per materne ed elementari) nel 2020. Ripristinarli richiede una spesa stimata intorno ai 50 milioni di euro.

Come funzionano i congedi parentali: rimborso al 50%

congedi parentali sarebbero rivolti a genitori con figli under 14 ma è allo studio un innalzamento della soglia fino agli under 16. La durata dovrebbe essere legata alla quarantena o al periodo di lezioni on line (Dad) o comunque impossibilitati ad andare a scuola. Per i genitori costretti a rimanere a casa per accudire i figli quindi sarebbero previsti congedi parentali straordinari che prevedono una indennità pari al 50% della retribuzione e la contribuzione figurativa per i beneficiari. Le nuove misure dovrebbero essere retroattive: chi sceglierà il congedo potrà recuperare. Il congedo indennizzato può essere fruito per i figli fino a 14 anni di età e per i figli con disabilità in situazione di gravità accertata iscritti a scuole di ogni ordine e grado per le quali sia stata disposta la sospensione dell’attività didattica in presenza.

 

Chi ne ha diritto: a chi vanno i congedi parentali retribuiti

Il congedo parentale causa chiusura delle scuole finora è scattato per lavoratori dipendenti del pubblico e del privato. Ne ha diritto un nucleo familiare in cui non ci siano genitori in smart working (misura contestata dai sindacati: equivale a dire che chi sta in smart working lavora meno e può accudire i figli piccoli). I congedi parentali COVID-19; dunque, sono riconosciuti alternativamente ad uno solo dei genitori per nucleo familiare. L’inps ha specificato che per fruire dei permessi non è necessaria la convivenza del genitore con il figlio per cui è chiesto il congedo.

Il nodo dei lavoratori autonomi e i congedi parentali per i figli a casa da scuola

Resta da sciogliere il nodo che riguarda i lavoratori autonomi. Ma in merito si è già pronunciata la ministra della famiglia, Elena Bonetti: «Dal mio insediamento sono già a lavoro per poter ripristinare quegli strumenti necessari per sostenere le famiglie in qualsiasi caso le scuole vengano chiuse. Stiamo studiando anche una misura ad hoc per i lavoratori professionisti, per le partite Iva, in modo da evitare un nuovo aggravio sul lavoro femminile».

Bonus baby sitter: può tornare in gioco

In alternativa al congedo parentale, dovrebbe tornare anche il bonus baby sitter. Si tratta di una misura che, come in passato, sarebbe destinata sia a lavoratori dipendenti che autonomi. La misura è scaduta il 31 dicembre 2020, il termine per presentare le richieste era stato prorogato al 28 febbraio 2021. Il bonus aveva un valore di 600 euro al mese, destinato a salire per alcune categorie come medici e infermieri. Per ottenere il bonus babysitter così come i congedi sarà necessario attivare la pratica sul sito dell’Inps oppure rivolgersi ai Patronati.

Bonus baby sitter e congedo parentale: come si richiedono

Il bonus baby sitter, come già in passato, si potrà chiedere in alternativa al congedo parentale. Per ottenere il bonus babysitter così come i congedi sarà necessario attivare la pratica sul sito dell’Inps

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